giovedì 2 giugno 2016

Il diniego del rilascio della patente è legittimo in caso di condanna?

Secondo il Tar Sicilia ( sentenza 26/0/2016 n.1449 ) è legittimo il diniego di rilascio della patente di guida giustificato dalla esistenza di una  condanna penale  ex art 73 DPR 309/90 ( cessione di sostanze stupefacenti).
Secondo il giudice amministrativo infatti tale condanna comporta  assenza dei requisiti morali richiesti dal dall'art 120 codice della strada. Tale ultimo articolo infatti indica espressamente il reato di cui all'art 73 del DPR 309/1990 tra i reati ritenuti presuntivamente tali da non consentire, in ragione della pericolosità sociale del soggetto condannato, il rilascio della licenza di guida.
Anzi in un tale contesto normativo  il diniego è un atto vincolato per  l’Amministrazione.

domenica 3 aprile 2016

Lo scapellotto all'alunno è sempre reato?

La Corte di Cassazione, con la sentenza Cass n. 9954 del 10 marzo 2016, si è posta il problema di individuare se, in presenza di una finalità correttiva o educativa, esista uno spazio di irrilevanza penale per i comportamenti posti in essere dagli insegnanti idonei a configurare il reato di abuso dei mezzi di correzione 
Il ricorso per Cassazione proposto dall'insegnante si basava sulla teoria secondo cui la stessa norma incriminatrice, parlando di abuso nei mezzi di correzione, presuppone l'esistenza  di mezzi leciti di correzione. Sulla base di tale teoria non costituirebbero reato le condotte di lieve entità ( piccoli schiaffi, scappellotti etc).
La Corte di Cassazione ha, invece,  nello specifico, ritenuto che le condotte tenute dall'insegnante (schiaffi o sberle, tirate di capelli, violenze psicologiche, condotte umilianti, come il minacciarli dell'arrivo del diavoletto, nel costringerli a cantare o a mangiare, nel farli stare con la lingua fuori) costituiscono un abuso punibile ex art 571 cp  a prescindere dalla metodologia utilizzata e dalle finalità perseguite.

venerdì 29 gennaio 2016

Circonvenzione d'incapace: è colpevole l'amante che riceve regali costosi?

La Cassazione Penale con  la sentenza del 19 gennaio 2016, n. 1923 si è pronunciata in tema di circonvenzione d'incapace.
Il fatto riguardava una coppia di amanti (da oltre 40 anni) in cui l'uomo aveva sempre fatto alla donna costosissimi regali e elargizioni di somme di denaro.
Tuttavia col passare del tempo l'uomo era diventato completamente succube della donna che lo aveva indotto a corresponsioni di denaro sempre maggiori.
Secondo la Cassazione sussiste il reato di circonvenzione d'incapace e a nulla rileva il fatto che l'uomo già prima del suo decadimento psicofisico facesse regali alla donna.
Ciò che rileva è solo il decadimento psicofisico dell'uomo.