venerdì 17 ottobre 2014

Presentata la Carta dei diritti di internet.



E' stata presentata alla Camera la bozza della Carta dei diritti di internet  elaborata dalla Commissione presieduta da Stefano Rodotà.
La Carta consta di 14 articoli ed è a tutti gli effetti una dichiarazione dei diritti dell'utente in Internet.
Tra essi vengono riconosciuti il diritto di accesso alla rete (art. 2) comprendente la libertà di scelta dei sistemi operativi, software e applicazioni, il diritto  alla tutela dei dati personali (art. 4),  il diritto all'inviolabilità dei sistemi e domicili informatici (art. 6), il diritto all'identità (art. 8: "ogni persona ha diritto alla rappresentazione integrale e aggiornata della propria identità in Rete") e il diritto all'anonimato per esercitare le libertà civili e politiche senza subire discriminazioni o censure (art. 9), nonchè  il c.d. diritto all'oblio (art. 10).
Inoltre l'art. 3 (neutralità della Rete) della bozza prevede,  che ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti sulla Rete non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone.
Dal 27 ottobre 2014 la bozza sarà oggetto di una consultazione pubblica.


giovedì 16 ottobre 2014

Creare un falso profilo sui social network costituisce reato?

Secondo la sentenza n. 25774/2014 della Corte di Cassazione integra il delitto di sostituzione di persona di cui all'art. 494 c.p., la condotta di chi crea, su un social network, un profilo che riproduca l'immagine della  persona offesa con conseguente utilizzo, con tale falsa identità, dei servizi del sito.
Secondo la Corte Suprema  il dolo specifico del delitto, consistente nel fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o non, oppure di recare ad altrui un danno, è integrato  nell'ipotesi di utilizzo del profilo al fine di intrattenere rapporti con altre persone (essenzialmente di sesso opposto), ovvero per il soddisfacimento di una propria vanità (costituente vantaggio non patrimoniale), o ancora al fine di ledere la immagine e la dignità della persona offesa, apparentemente titolare del profilo creato dal reo.

martedì 14 ottobre 2014

La custodia delle armi: quali cautele occorre adottare?

L'art 20 della legge 110/1975 stabilisce, in estrema sintesi, che le armi devono essere custodite con dilligenza.
Ma in cosa consiste questa  diligenza?
Sul tema, di estrema importanza poichè, come detto, la norma incriminatrice non stabilisce in concreto in cosa debba consistere tale diligenza, si è più volte pronunciata la Corte di Cassazione.
Nelle sentenze più recenti  (Cass. Pen. 13/12/2012, n. 6827) la Suprema Corte  ha ritenuto che "l'obbligo di diligenza nella custodia delle armi, previsto dall'art. 20 della legge n.  110 del 1975  deve ritenersi adempiuto alla sola condizione che risultino adottate le cautele che, nelle specifiche situazioni di fatto, possono esigersi da una persona di normale prudenza, secondo il criterio dell'"id quod plerumque accidit".
Nello specifico la Corte Suprema ha ritenuto che non potesse dirsi violato l'obbligo di diligenza nel caso di  un soggetto che aveva tenuto (avvolta in un panno e col caricatore inserito sebbene scarico) una pistola sopra un armadio a cui poteva accedersi solo salendo su una sedia.

La responsabilità del medico ospedaliero.

Con una interessante e, almeno parzialmente innovativa sentenza, il Tribunale di Milano (sentenza 17 luglio 2014 della I Sezione Civile) ha stabilito che, a seguito della entrata in vigore della c.d Legge Balduzzi (legge 189/2012), la responsabilità del medico dipendente o collaboratore di una struttura sanitaria deve essere ricondotta nell'ambito dell'art 2043 cc (responsabilità extracontrattuale).
Tale qualificazione della responsabilità del medico ospedaliero comporta  che  l'onere della prova in merito al fatto illecito gravi totalmente su chi chiede il risarcimento del danno (con un'evidente maggior difficoltà probatoria per chi si accinga a chiedere il risarcimento) e che l'azione di risarcimento si prescriva in 5 anni (anzichè in 10 anni come accadeva quando la responsabilità del medico era qualificata come contrattuale).

lunedì 13 ottobre 2014

Separazione e divorzio con la negoziazione assistita dell'avvocato.

L'art 6 del decreto legge 132/2014 ha introdotto la possibilità per i coniugi di concludere una procedura di negoziazione assistita da un avvocato per la  definizione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio ovvero di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.
Tuttavia tale procedura non può essere utilizzata in presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti.
L'accordo produce gli effetti dei provvedimenti giudiziali e l'avvocato è obbligato  a trasmettere,  entro 10 giorni, all'Ufficiale dello Stato civile  copia dell'accordo (è prevista una  sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 ad euro 50.000  per il legale che omette tale adempimento).


domenica 12 ottobre 2014

Abuso occasionale di alcool e revoca di licenza di porto d'armi

 Il Tar del Lazio con sentenza 5783 del 2014  si è pronunciato su un interessante questione relativa ai requisiti necessari per poter essere titolari di una licenza di porto di armi,  stabilendo  che l'abuso occasionale di alcool può portare, insieme ad altri elementi, ad un giudizio di non affidabilità nell'uso delle armi di cui all'art. 43, RD 773/31, o comunque a un giudizio di inidoneità da parte delle competenti autorità sanitarie.
Secondo il Tribunale amministrativo, tuttavia  tale giudizio non può essere basato su un singolo episodio, e deve essere oggetto di un'istruttoria approfondita e corredato da una motivazione esauriente.
Nello specifico un soggetto aveva presentato ricorso al Tar a seguito della revoca del porto di fucile da parte del Questore. Tale revoca era conseguente ad un incidente stradale all'esito del quale il soggetto era stato sottoposto ad alcooltest con risultati di poco superiori al limite di legge.
Come detto, il Tar ha accolto il ricorso rilevando che il solo abuso occasionale di alcool non può costituire di per sé solo un presupposto sufficiente per fondare il giudizio di non idoneità, soprattutto se il relativo provvedimento intervenga senza ulteriori approfondimenti (neppure di natura sanitaria).





Rilevanza penale degli sms.

L'utilizzo (non corretto) dei moderni mezzi di comunicazioni ed in particolare degli SMS può avere rilevanti conseguenze giuridiche anche di natura penale. La Corte di Cassazione si è più volte pronunciata sul tema affermando che un sms :
1) può integrare il reato di molestia se utilizzato per turbare la sfera di quiete e tranquillità morale del destinatario (Cass. Pen., Sez. I, Sent., n. 30984 del 24 giugno 2011, dep. 29 luglio 2011, Rv. 250912); 2) può integrare l'elemento materiale del delitto di atti persecutori  (Cass. Pen., Sez. VI, Sent., n.32404 del 16 luglio 2010, dep. 30 agosto 2010, Rv. 248285); 4) può integrare il reato di ingiuria se la comunicazione lede l'onore personale (Cass. Pen., Sez. I, Sent., n.18449 del 29 aprile 2005, dep. 17 maggio 2005, Rv. 231577).In tempi recenti la Corte si è pronunciata in merito alla configurabilità del reato di tentata estorsione a mezzo SMS.
Nella vicenda sottoposta agli Ermellini  era accaduto che l'imputato avesse inviato messaggi dal contenuto ingiurioso e minaccioso (anche di morte!) sul cellulare della ex-moglie, chiedendo alla donna di rinunciare alla casa coniugale.

La Corte di Cassazione con la sentenza n.38599 del 2014 ha stabilito  che tale condotta  costituisce elemento costitutivo del reato di (tentata) estorsione.



Modifiche al codice della strada: introdotto "l'ergastolo" della patente


Il  9 ottobre 2014 la Camera ha approvato il progetto di legge C. 731-1588-A che conferisce una delega al Governo per la riforma del codice della strada.
Particolarmente significativa l'introduzione di norme che prevedono il ritiro a vita della patente, il c.d. ergastolo della patente
Secondo la delega  la revoca ed inibizione perpetua  della patente dovranno comunque essere previste in caso di omicidio colposo provocato da chi guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di stupefacenti (art 589 comma 3) ovvero in caso di omicidio colposo con più vittime o con morte di una persona e lesioni di una o più persone (art. 589, comma 4, c.p.).
 La  legge delega dovrà ora essere approvata al Senato.