martedì 29 gennaio 2019

Si può accedere alla pagina facebook altrui conoscendone le credenziali?


La Corte di Cassazione con due sentenze (n.2905 e 2042) depositate il 22 gennaio 2019 ha stabilito l'inviolabilità delle pagine personali del social network ribadendo l’assimilazione delle stesse ad ogni luogo di domicilio reale.
Le fattispecie esaminate riguardavano accessi a pagine facebook delle persone offese poste in essere da marito e fidanzato delle stesse. Questi ultimi giustificavano il loro operato con il fatto di avere ricevuto dalle persone offese le credenziali di accesso.
La quinta sezione della Cassazione a tuttavia sancito l'insufficienza della legittima conoscenza delle chiavi di accesso alle pagine altrui ad escludere la sussistenza del dolo del delitto accesso abusivo a sistema informatico di cui all’art 615 ter c.p.
Nello specifico la Cassazione ha chiarito come l’accesso all’altrui pagina social è legittimo solo se non sono superati i limiti stabiliti dal titolare dello ius excludendi che è detentore del diritto di escludere o limitare l’accesso di altre persone.


lunedì 28 gennaio 2019

Si può aggiungere il cognome materno senza il consenso del padre?

Con la sentenza n.11410/2018 il Tar del Lazio ha affermato il principio secondo  cui per aggiungere al cognome paterno quello materno occorre il consenso di entrambi i genitori.
Ogni mutamento del nome deve  essere richiesto al Prefetto  ai sensi dell'art 89, del DPR 3/11/2000 n. 396 con l'indicazione delle ragioni della richiesta stessa.
Ovviamente qualora la richiesta riguardi un minore essa deve essere inoltrata dai soggetti che ne hanno la rappresentanza legale ex art 320 cc ( vale a dire i genitori che esercitano congiuntamente la potestà genitoriale).
E' quindi necessario il consenso di entrambi i genitori (salvo il caso in cui uno di essi sia privato della potestà genitoriale).
In caso di disaccordo potrà trovare applicazione  il richiamo all'art 316 cc contenuto nell’art. 320, comma 2, c.c. e i genitori potranno ricorrere senza formalità al giudice civile senza formalità al giudice civile.

venerdì 25 gennaio 2019

E' minaccia grave prospettare l'allagamento della casa del vicino?

La Cassazione con la sentenza n. 54521/18  si è pronunciata in materia di minacce
Nel caso specifico, in un contenzioso tra vicini di casa, una donna aveva minacciato di allagare la casa e rompere il condizionatore dei vicini.
Il Giudice di Pace aveva assolto l'imputata dal delitto di minacce poichè non aveva ritenuto provata la reale intenzione dell'imputata di realizzare uno dei mali ingiusti minacciati.
I ricorrenti ( Procura e Parti Civili) hanno tuttavia evidenziato come  il dolo del delitto di minacce consiste esclusivamente   nella consapevolezza e volontà di realizzare l'intimidazione; con assoluta irrilevanza della effettiva possibilità del verificarsi del male minacciato.
La Cassazione, nell’accogliere il ricorso, ha evidenziato come le prove raccolte dimostrassero l'idoneità delle espressioni utilizzate ad incutere timore nei confronti delle persone offese, con conseguente configurabilità del reato di minacce.