venerdì 22 febbraio 2019

Chi risponde delle frasi ingiuriose del minore?


La Corte di Cassazione, con ordinanza 13 febbraio 2018, n. 4152, si è pronunciata sulla responsabilità dei genitori per comportamenti ingiuriosi dei figli minorenni.
Nel caso preso in esame dalla Corte un alunno minorenne aveva scritto frasi ingiuriose sulla scrivania di una bidella. La vittima delle ingiurie aveva sporto querela nei confronti del minore (procedimento definito con perdono giudiziale) e aveva intrapreso una azione civile per risarcimento del danno nei confronti del padre del minore.
La domanda risarcitoria ex art 2048 cc per culpa in vigilando veniva accolta dal Giudice di Pace e confermata dal Tribunale.
Il padre dell’alunno proponeva quindi ricorso per Cassazione.
La Corte tuttavia ha ritenuto che la responsabilità del padre ex art 2048 cc fosse confermata anche dall’atteggiamento del padre del minore che aveva sempre minimizzato l’azione del figlio definendola una “goliardata”.
Secondo la Cassazione, in estrema sintesi, tale comportamento è la prova che il padre non aveva sufficientemente educato il figlio agli elementari concetti del rispetto del prossimo e della connessione tra libertà e responsabilità.








mercoledì 13 febbraio 2019

E' reato riprendere il pianerottolo con una telecamera?


La Corte di Cassazione con la sentenza 34151/2017 ha stabilito che le scale condominiali e i pianerottoli delle stesse sono destinati all’uso di un numero indeterminato di persone e pertanto non assolvono alla funzione di consentire l'esplicazione della vita privata al riparo da sguardi indiscreti.
Nel caso concreto un condomino aveva installato una telecamera sul pianerottolo con la quale inquadrava non solo la parte di pianerottolo davanti alla sua porta ma anche la rampa di scale e una parte più ampia del pianerottolo stesso.
Tale condomino era stato condannato in primo grado ai sensi dell’art 615 bis cp (interferenze illecite nella vita privata) poiché la telecamera inquadrava anche la porta d'ingresso dei vicini di casa. 
La corte di Appello aveva invece assolto l’imputato e la Corte di Cassazione, come detto, ha confermato la sentenza di secondo grado stabilendo che il pianerottolo e le scale condominiali non rientrano nell’ambito della tutela penalistica di cui all’art 615 bis c.p.