domenica 13 settembre 2015

Chi scappa dopo aver provocato un incidente stradale può essere arrestato anche dopo 24 ore.

Con la sentenza 10 agosto 2015, n. 34712 la Cassazione ha affermato il principio secondo cui chi scappa dopo aver provocato un incidente stradale può essere arrestato anche dopo 24 ore.
Nel caso concreto il GIP  aveva ritenuto illegittimo l'arresto eseguito dai carabinieri poiché adottato fuori dai casi di flagranza (arresto operato a circa trentaquattro ore dal verificarsi del sinistro stradale).
Avverso l'ordinanza di mancata convalida dell'arresto proponeva ricorso per cassazione il P.M., in particolare evidenziando come l'attività di polizia giudiziaria era stata eseguita nel rispetto delle norme di legge, in ipotesi di c.d. flagranza differita o prolungata.
La Corte, nel'accogliere il ricorso del P.M., ha ritenuto  legittimo l'arresto eseguito dalla polizia giudiziaria pur dopo il decorso di oltre 24 ore dal sinistro stradale.
La decisione della Cassazione chiarisce che il concetto di  l'inseguimento del reo deve essere inteso in senso più ampio di quello strettamente letterale. Con inseguimento  deve, infatti, intendersi anche l'azione di ricerca, immediatamente eseguita, anche se non immediatamente conclusa, purché protratta senza soluzione di continuità, sulla base delle ricerche immediatamente predisposte (nel caso di specie i Carabinieri  erano intervenuti  subito dopo la commissione del fatto e da quel momento non risulta alcuna interruzione nelle ricerche del responsabile del sinistro stradale quindi l'inseguimento - inteso nel senso sopra specificato - non poteva ritenersi concluso con la identificazione del responsabile.

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